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La cooperazione culturale al centro della ricerca universitaria: la tesi sul caso SimulArte

All’Università degli Studi di Trieste una ricerca dedicata alla sostenibilità economica e alla creazione di valore nelle cooperative culturali, sviluppata a partire dall’esperienza della cooperativa udinese associata a Confcooperative Alpe Adria.

mercoledì 22 luglio 2026

La cooperazione culturale entra nel mondo della ricerca accademica come modello d’impresa capace di coniugare sostenibilità economica, innovazione e valore per il territorio. Presso l’Università degli Studi di Trieste, Sara Cerbone ha discusso la tesi di laurea dal titolo Cost Analysis and Value Creation in Italian Cultural Cooperatives: The Case Study of SimulArte, dedicata all’analisi delle cooperative culturali italiane e, in particolare, all’esperienza di SimulArte, cooperativa con sede a Udine associata a Confcooperative Alpe Adria.

 

Il lavoro nasce nell’ambito dell’attività di ricerca coordinata dal professor Fabrizio Rossi sulle imprese cooperative culturali del Friuli Venezia Giulia, promossa per Confcooperative Cultura Turismo Sport. Da questa indagine è emersa l’opportunità di approfondire il modello organizzativo ed economico di SimulArte attraverso una tesi capace di integrare analisi dei costi, management culturale e valutazione dell’impatto generato.

 

La ricerca evidenzia che la performance di una cooperativa culturale non può essere valutata solo attraverso i risultati economici, ma anche considerando il valore culturale, sociale e territoriale generato. L’analisi di SimulArte nel periodo 2023-2025 mostra una crescita dei ricavi, un rafforzamento patrimoniale e una riduzione dell’incidenza dei contributi pubblici dal 39% al 24,2%.

La tesi propone inoltre un modello di Cultural Value Added, basato su produzione culturale, partecipazione, valorizzazione del patrimonio, competenze e innovazione. Secondo lo studio, il valore culturale aggiunto di SimulArte è cresciuto di circa il 59%, confermandone il contributo allo sviluppo dell’ecosistema culturale regionale.

 

Per Confcooperative Alpe Adria, il lavoro rappresenta un contributo importante alla conoscenza e alla valorizzazione delle imprese cooperative culturali. La ricerca evidenzia infatti come la cooperazione possa offrire un modello organizzativo particolarmente adatto a mettere in relazione cultura, professionalità, comunità e sviluppo locale.

 

A Sara Cerbone vanno le congratulazioni per il percorso svolto e per la professionalità dimostrata. Un ringraziamento anche al professor Fabrizio Rossi, all’Università degli Studi di Trieste e a SimulArte per aver contribuito a sviluppare una riflessione utile a tutto il sistema della cooperazione culturale.

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